A Parma chiude Scienze della comunicazione

8 febbraio 2010

Il corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’Università di Parma chiude i battenti, diventando un semplice curriculum del Corso di laurea in Lettere.

L’accusa che sempre più spesso si muove al mondo delle Scienze della comunicazione è che i corsi di laurea abbiano un’impronta umanistica troppo forte, difficilmente spendibile nel mondo lavorativo. L’accusa più pesante, che ha portato alla decisione di chiudere il corso, è quella di «laureare disoccupati»: persone prive di competenze professionali da utilizzare nel futuro lavorativo. A queste accuse risponde Annamaria Cavalli, coordinatrice del corso: «Non è un problema solo di Lettere. A Economia ci sono più laureati di quelli che il mercato del lavoro è capace di assorbire, e anche a Psicologia, a Scienze dell’educazione. E’ inutile che ci inventiamo mestieri. Qualcuno dice che c’è bisogno di parrucchieri e di idraulici: purtroppo ha ragione. Io ho sempre avuto l’illusione di formare teste per pensare, persone che sappiano giudicare da sole. Ho sempre detto ai miei studenti: la laurea è uno stimolo in più, da sola non ti dà niente, se non sei capace di gestire le conoscenze che hai appreso».

É un duro colpo per l’ateneo parmense, immerso in un tessuto industriale, soprattutto alimentare, che esporta lo stile italiano a livello mondiale. In un contesto del genere, la necessità di professionalità in comunicazione, oltre che competenze in ambito economico-commerciale, esiste e non è da trascurare. D’altro canto, questo episodio potrebbe risultare un segnale forte per portare ad una omogeneizzazione dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione, ancora troppo frammentati e privi di standard.

Fonte: Gazzetta di Parma


The Big Escape – Il nuovo viral by Nokia

20 novembre 2009

The Big Escape è l’advergame di Nokia nato per lanciare il nuovo N97 Mini e pubblicizzare i servizi Ovi Store.
Per ora non si conosce molto di questa iniziativa. L’unica cosa rilasciata ufficialmente è un video introduttivo con protagonista un ragazzo che tenta di fuggire dai “luoghi comuni”.

La registrazione è possibile sin da ora anche se l’advergame entrerà nel vivo dal mese di dicembre nel sito indicato alla fine del video.


Dr5: il SUV italiano che spacca il mercato

26 settembre 2009

Dr5: il SUV assemblato ad Isernia dalla Dr Motor Company torna a far parlare di sé con il nuovo full-optional 2000 GPL al prezzo urlo di 17.830 €, con eco-incentivo e rottamazione. Molto è stato detto in rete circa il fatto che il SUV italiano, nato dal sogno dell’imprenditore Massimo Di Risio, sia un clone della già conosciuta Toyota RAV4. Ma al di là delle questioni stilistiche, l’auto è davvero bella, contenuta nei consumi ed è una Sport Utility che si porta a casa, nella versione base, con circa 16000 euro.

Come è possibile tutto ciò? Semplice e geniale. L’azienda molisana assembla, secondo gli standard italiani, componenti già presenti sul mercato e con il miglior rapporto qualità/prezzo. Per potersi confrontare con i colossi automobilistici, l’impresa ha utilizzato come canale di vendita principale i centri commerciali e le officine, non avendo per il momento concessionarie proprie, soprattutto a causa della poca conoscenza del marchio. Quest’ultimo, uno dei motivi che ha spinto la DR ad investire nella comunicazione svariati milioni di euro, soprattutto attraverso i commercial in onda sulle maggiori reti nazionali. L’ultimo vede protagonisti Anna Falchi e Carlo Buccirosso, l’una bellissima e seducente a rappresentare l’auto sportiva che si fa notare, l’altro incarna la voglia di sicurezza e affidabilità che si cerca in un’automobile.

Il bello è che, al di là delle caratteristiche degli attori, la pubblicità ha un messaggio prettamente razionale, senza perdersi in inutili giochi di parole: quel che sta davanti è, infatti, il prodotto. L’azienda deve convincere il consumatore avvalendosi delle caratteristiche funzionali dell’auto e dell’implicita comparazione con altri veicoli dello stesso genere, con un accento finale sul prezzo che non ha bisogno di essere esaltato, essendo già di per sé un elemento distintivo.

 


The Prototype Experience

9 giugno 2009

Un’esperienza unica che utilizza la potenza “viral” di Facebook. È l’ultima trovata di Activision per promuovere Prototype, videogioco sviluppato da Radical Entertainment e disponibile in Europa da giugno 2009.

È sufficiente andare sul sito www.prototype-experience.com e loggarsi con user e password del proprio account di Facebook: state a guardare quello che succede…

prototype experience


Come funziona Google AdWords

3 giugno 2009

Video molto interessante ed istruttivo sul funzionamento di Google AdWords, strumento principe della keyword advertising.


L’e-mail è sempre l’e-mail (anche nel marketing)

23 maggio 2009

Nata nel lontano 1972 ad opera di Ray Tomlinson, l’e-mail è la prima killer application che ha contribuito alla diffusione domestica di internet. Da allora la posta elettronica è diventata lo strumento principe di internet con il suo uso abituale e quotidiano: ormai non ci facciamo neanche più caso e siamo sempre più abituati alla ricezione di newsletter e messaggi promozionali.

Il report annuale di Contact Lab sull’uso di e-mail e mailing list conferma l’utilità dell’e-mail marketing, ma progettato in modo da non “tradire” un consumatore che è sempre più informato e competente nell’uso degli strumenti di internet. Secondo la ricerca, infatti, la maggior parte degli italiani usa più caselle di posta elettronica, alternandosi tra webmail e programmi di posta (es. Outlook), ma è prevalente l’uso esclusivo del browser.  L’uso più assiduo dell’e-mail viene fatto da un’utenza adulta (25-54 anni). L’utente di internet riceve, in media, circa 20 e-mail al giorno ed è iscritto a più di sei mailing list, che trattano diversi argomenti. Tra i temi che hanno il peso più rilevante si ritrovano i viaggi (52% degli utenti), e-commerce (43%), social  networks e communities (49%). L’indirizzo e-mail fornito dagli utenti è quasi sempre quello usato abitualmente e nell’80% dei casi una newsletter viene visualizzata completa di immagini. Gli italiani sono consapevoli di quello che ricevono: sanno riconoscere uno spam (generalmente, perchè scritto in lingua inglese) e si iscrivono ad una mailing list se sono interessati all’argomento, facendo unsubscribe quando non lo sono più.

Al contrario del web, ritenuto uno spazio pubblico, l’e-mail è considerata un luogo privato, meno compatibile con i messaggi persuasivi della pubblicità. I consumatori, infatti, tendono a percepire le inserzioni pubblicitarie presenti in un’e-mail come un’intrusione, al contrario della pubblicità web che è integrata nei contenuti del sito.

L’utente di internet è, quindi, consapevole dei messaggi che riceve e si iscrive di propria volontà alle mailing list. A quanto pare, però, l’obiettivo dell’iscrizione ad una newsletter (che oramai di “news” ha solo il nome) è quello di  ricevere messaggi personalizzati, compatibili col proprio profilo precedentemente inserito in un sito. L’utente si aspetta di ricevere un’e-mail personalizzata che possa fornirgli un’utilità, in virtù dei suoi interessi. Invece, sebbene internet venga ritenuto uno strumento che può offrire grosse capacità relativamente alla personalizzazione dei messaggi e delle offerte verso utenti e clienti, stiamo andando sempre di più verso una comunicazione uguale per tutti, non ritenuta utile da chi la richiede. Questo non è necessariamente da considerarsi un male, ma solo il risultato del fatto che il pubblico di internet si è allargato talmente tanto che è un messaggio “realmente” personalizzato non è più possibile o, forse, non lo è mai stato anche in passato (almeno per ciò che riguarda l’invio automatico di e-mail). D’altro canto, nonostante il fastidio della pubblicità inserita nelle e-mail, gli italiani continuano ad usare le mailing list e la posta elettronica resta, in tal senso, uno strumento di marketing utile per colpire un gran numero di persone, con messaggi multimediali e a basso costo.


Commercio elettronico 3D: l’Italia punta all’innovazione

6 maggio 2009

Un mio nuovo articolo su Comunitazione.it che parla di commercio elettronico e di mondi tridimensionali. Il “made in Italy”, in quest’ambito, è destinato a fare scuola su un nuovo modo di fare e-commerce, che ha la particolarità di unire il mondo dei videogiochi a quello della vendita su internet.

Per leggere l’articolo completo basta cliccare qui.


Come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca

30 aprile 2009

“Una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca”. Recita così la celebre canzone del cantautore genovese, che ormai è patrimonio comune (per chi non lo sapesse, ma mi auguro che non ce ne siano, si tratta di “Bocca di rosa”).

La frase di De Andrè è una descrizione formidabile del modo in cui si può propagare una notizia in un paesino: in modo propulsivo e come una valanga una chiacchiera da bar si trasforma in uno scoop e fa il giro del paese. Il riferimento è ad un fatto recentemente accaduto nel Vallo di Diano (il territorio in cui vivo).  La contraddizione, rispetto alla frase di De Andrè, è che non si tratta di qualcosa di originale, ma di uno scherzo di pessimo gusto.

Qualche giorno fa il Vallo di Diano è stato invaso da una psicosi per un presunto terremoto che si sarebbe dovuto verificare agli inizi di maggio. Gli abitanti del posto hanno cominciato a riferire con maggiore o minore accuratezza le circostanze dell’avvenimento: qualcuno ha sostenuto che il sisma sarebbe dovuto accadere tra il 26 e il 9 maggio, qualcun’altro ha detto che il sisma si sarebbe dovuto verificare tra il 5 e il 10 maggio, e così via attenendosi più o meno a questo lasso di tempo. Altre “fonti” hanno sostenuto di aver sentito la notizia in diversi programmi televisivi, ma in realtà nessuno si è mai trovato in prima persona a guardare il programma. Il tutto è stato farcito attribuendo la previsione del sisma a Giampaolo Giuliani, tanto per citare una fonte attendibile che potesse consolidare la bufala.

Casi di finti terremoti e di psicosi collettiva, dopo il disastroso sisma de L’Aquila, sono apparsi a Roma, di nuovo a L’Aquila e a Foggia. Lo scherzo non è per niente originale e mentre in questi altri casi il panico è stato seminato anche su internet e su facebook, riproponendo finti grafici di Giuliani, nel Vallo di Diano è bastato un tradizionale passaparola “bocca-a-bocca” per scatenare la bufera e qualcuno ha chiesto aiuto anche in rete, per cercare di scampare al previsto sisma.

Le smentite sono arrivate in rete da Aleksfalcone e dall’emittente televisiva locale Italia 2, smascherando la notizia e tranquillizzando almeno quelli che sono riusciti ad informarsi.

Il mondo globalizzato dell’informazione digitale riesce poco a controllare fenomeni che nascono e si diffondono nel più genuino territorio del pettegolezzo e del folklore. Altro che marketing virale…in questi casi non si ha bisogno di strategie complesse, non serve la rete, nè i social network, ma bastano e avanzano i bar, i parrucchieri e i locali di un paese di provincia a funzionare da hub e diffondere autonomamente e in modo automatico un messaggio che ha in oggetto shock e panico.


Si parte!

29 aprile 2009

Un altro blog che parla di comunicazione, di creatività, di internet e di web 2.0 (e 3.0). O almeno questo è lo scopo che mi prefiggo.

Allora che c’è di nuovo?

Di nuovo non c’è nulla, se si considera questo blog come tante altre copie presenti in rete. In realtà, ognuna di queste esperienze ha dietro delle persone ed è l’unicità delle persone a portar fuori sempre qualcosa di diverso in quello che si fa, per quanto simile possa essere.

Cercherò di indagare svariati percorsi all’interno della galassia comunicazione. Data la sua vastità non si può spiegare in poche parole quanto di appassionante possa esserci in quest’ambito e quanti temi se ne possano trarre.

Quello che sta mutando in maniera significativa lo scenario della comunicazione e sta probabilmente offrendo possibilità uniche agli esperti delle scienze della comunicazione è, certamente, la nascita di nuove professioni a metà strada tra tecnici informatici ed umanisti. Tali figure non possono prescindere da una buona conoscenza del computer come utenti molto avanzati, ma neanche possono evitare una formazione di tipo logico-linguistico. In questa direzione si stanno muovendo ambiti come il SEO, il SEM, il Web semantico o il Web Content Management.

Accanto alle competenze trasversali richieste nella gestione dei contenuti del web, le tradizionali professioni della comunicazione d’impresa e della comunicazione pubblica devono anch’esse confrontarsi con il canale “new media”.

La stessa opera di divulgazione di blog, social network e del web in generale, fa pensare ad una comunicazione a portata di click, vicina e pronta all’uso. Una marea di informazioni immensa eppure facilmente raggiungibile, che ci riporta ad uno spazio comunitario e ad un mondo “infinitamente” piccolo che si esplora con pochi semplici click di mouse.

Stay tuned